mohamed-el-khatib_photo_louise-quignon_BIG
Play Video
Play Video

MOHAMED EL KHATIB

AUTORE e REGISTA

Nato nel Loiret nel 1980, Mohamed El Khatib segue i consigli dei suoi genitori e diventa un brillante studente in scienze e sociologia. Scopre il teatro con il lavoro di Jan Lauwers al Festival di Avignone del 2004, mentre fa uno stage presso un’istituzione che organizza campus di teatro per bambini svantaggiati. Inizia a fare spettacoli con i suoi amici fondando nel 2008 il collettivo Zirlib, con il quale scrive i suoi primi due spettacoli teatrali, À l’abri de rien e Sheep, che sin da subito hanno riscontri molto positivi.

Ironia della sorte, è con Finir en beauté, un’opera teatrale sulla morte di sua madre, nella quale ha registrato le loro conversazioni mentre lei era in ospedale, (dove da solo sul palco si esibisce con un registratore) che si decide ufficialmente il suo successo teatrale nel mondo. Arriva a Marsiglia, poi all’Avignon Fringe nel 2005 e da lì inizia il suo lungo viaggio. Approda al FIT nel 2018 con C’est la vie, un’esplorazione sul lutto allo stesso tempo tenue e senza compromessi (leggi di più e guarda l’after-show talk).

Mohamed El Khatib prosegue la sua ricerca sulla sua eredità familiare con il film Renault 12 (2020), un “road movie” iniziatico tra Orleans e Tangeri, e poi con La Dispute, che riunisce bambini di otto anni che testimoniano la separazione dei loro genitori. Nel 2019 scrive L’Acteur fragile, un monologo per Éric Elmosnino, testimoniando a suo modo il paradosso dell’attore. Con Boule à neige, nel 2020, invita sul palcoscenico lo storico Patrick Boucheron e, attraverso l’origine e la storia di questi oggetti così singolari, esamina il rapporto tra kitsch, storia dell’arte e il desiderio di chiudere il mondo “in una bolla di vetro”.

Insieme all’artista e regista Valérie Mréjen crea il progetto e centro di ricerca artistica LBO, nel contesto di un EHPAD (acronimo di “Établissement d’hébergement pour personnes âgées dépendantes” che indica una struttura simile a una casa di riposo) che viene inaugurato il 24 giugno 2022.

Pensando al lavoro di Mohamed El Khatib viene da chiedersi: è questo il teatro documentario, una drammaturgia della realtà? È difficile trovare parole per descrivere con precisione l’arte singolare di questo figlio di un operaio marocchino e di una donna delle pulizie. Dove sono i personaggi? Dov’è la finzione? È ancora teatro? In ogni caso, questo è il suo teatro. Lui lavora al limite. Non c’è un territorio dove non si permette di entrare. Il suo lavoro è destabilizzante. Non è confortante: ciò a cui mira è la riconciliazione.

< foto Louise Quignon

 

@ FIT

La vie secrète des vieux
Edizione 2024
04.10 – 13.10

C’est la vie
Edizione 2018
26.09 – 07.10