Tavola rotonda con Renato Palazzi

FIT Festival e LuganoInscena in collaborazione con LAC edu aprono, il 2 ottobre prossimo, il ciclo di cinque appuntamenti di approfondimento che vedono protagonisti operatori del settore culturale in dialogo con il pubblico.

Queste preziose occasioni di incontro, curate da Professori universitari e critici teatrali, proseguono nel corso della Stagione 2019/2020 di LuganoInscena.

a cura di
Carmelo Rifici, Paola Tripoli
relatori
Christian Raimo, Renato Palazzi, Attilio Scarpellini
coordinano
Maddalena Giovannelli, Francesca Serrazanetti

Viviamo in una realtà che disorienta, che corre, che produce sempre più spesso violenza e che risponde alla dinamica del potere.
Come sopravvivere a questa avanzata? Che cosa l’ha scatenata? La paura? La crisi economica?

Sono domande alle quali è difficile rispondere. Il potere oggi – come dice Carmelo Rifici – può utilizzare sistemi tecnologici così sofisticati che la paura per l’archibugio del malvagio Cimosco di Ariosto pare ormai una favola per bambini, di cui però si prova una sincera nostalgia.

In un’intervista Jens Hillje, artista e studioso, ora attuale condirettore del Maxim Gorki Theater di Berlino (Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2019 per il teatro) parlava di Politik der Blicke ovvero “politica dello sguardo”. Sguardo, prospettiva, vista, come guardi le persone, come si guarda a certi temi. Hillje – come le persone si guardano a vicenda definisce il modo in cui si costruisce la società. Cambiare il loro modo di pensare, anche se di poco, è la base di un pensiero politico -.

A partire da queste riflessioni, che trovano respiro negli spettacoli del FIT, ma tutto l’anno nella stagione teatrale del LAC, in questo incontro, diversi ospiti, (tra cui Christian Raimo, scrittore e giornalista italiano e, Renato Palazzi, critico teatrale de Il Sole 24 Ore, Attilio Scarpellini, giornalista, docente e critico teatrale) indagheranno un luogo e un tempo condiviso chiamato “teatro” e il rapporto sempre più stretto e necessario tra teatro, realtà, potere e violenza.

Il luogo in cui praticare, insieme al pubblico, la Politik der blicke.