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“Magda Toffler or an Essay on Silence”: il silenzio secondo Boris Nikitin | KLP

Un palco vuoto, una sedia, dei fogli tra le mani. Nessuna scenografia, nessuna musica, solo luci languide e diffuse. In Magda Toffler or an Essay on Silence, Boris Nikitin, artista della scena indipendente nato nel 1979 a Basilea in una famiglia di immigrati con radici in Ucraina, Slovacchia e Francia, porta in scena un teatro che rinuncia a ogni artificio per concentrarsi sull’essenza: il corpo, la voce, la memoria. Un teatro che non recita, ma interroga. Che non interpreta, ma condivide… SEGUE

Teatro Foce Lugano
11.10
20:30

Boris Nikitin

Magda Toffler or an Essay on Silence

SVIZZERA
Durata: 70'
TEATRO
In inglese sopratitolato in italiano

Ottobre 1943: Heinrich Himmler raduna tutti i capi del partito nazista del Reich nella città polacca di Poznan, per informarli della decisione del regime di sterminare completamente la popolazione ebraica d’Europa. Prima di farlo, però, il comandante fa sistemare due fonografi davanti a tutti per registrare il discorso su due dischi. Tuttavia, contrariamente a quanto si pensa, non sono le parole di Himmler a essere registrate, ma il silenzio della sala.

Con Magda Toffler – la seconda opera in cui egli stesso sale sul palco (la prima già ospite al FIT nel 2019) – Boris Nikitin scava a fondo negli strati più nascosti del XX secolo europeo. Anche in questo caso, la messa in scena è ridotta a pochi elementi: una sedia, un manoscritto e l’artista stesso.

Le opere di Nikitin sono note per il loro confine tra teatro di finzione e performance, tra documentario e propaganda; in questo spettacolo scava nel passato di sua nonna, Magda Toffler, di cui si scoprono, solo dopo la morte, le origini ebraiche e una vita passata a nascondersi. Un testo biografico, dunque, che affonda nelle memorie dimenticate, evocando il silenzio dei secoli e intrecciando storia personale e collettiva, riflessione ed emozione.

concetto, testo, performance Boris Nikitin
responsabile di produzione Annett Hardegen
occhi esterni Annett Hardegen, Matthias Meppelink
produzione steirischer herbst ’22, Staatstheater Nuremberg, It’s The Real Thing Studios
co-produzione Kaserne Basel, Ringlokschuppen Ruhr, Theatre Vidy Lausanne, HAU – Hebbel am Ufer Berlin, Frascati Amsterdam, Theater Chur e Omanut
sostegno Theatre/Dance Committee of the Cantons of Basel-Land and Basel Stadt, Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura, Stanley Thomas Johnson Foundation
contributo al tour Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura

<foto di scena Konrad Festerer