Macarena Recuerda Shepherd si è formata nell’ambito della performance, del teatro e della danza. Sebbene abbia conseguito una laurea presso l’Institut del Teatre, ciò che la interessa veramente – afferma lei stessa – sono i progetti partecipativi che mirano a creare nuove forme di incontro con l’arte. Dal 2012 la sua ricerca ruota attorno al ruolo dello spettatore. Inventa nuovi spazi per giocare, creare e pensare in compagnia.
Fra i suoi primi lavori ricordiamo i documentari finzionali Thatʼs the story of my life (2010) e Greenwich Art Show (2012). La sua ricerca ruotava, come oggi, intorno al concetto di finzione, ma si concentrava in particolare sulla costruzione delle identità.
I suoi lavori più recenti per il palcoscenico giocano proprio sul confine tra realtà e rappresentazione per mostrare l’essenza del teatro, la complessa percezione delle doppie realtà. L’attore e il personaggio, realtà e finzione, le convenzioni del guardare. Tra questi citiamo, The Watching Machine (2020) – un’opera composta da piccole installazioni che giocano con la luce, le ombre e i riflessi per sperimentare cosa è illusione, cosa è rappresentazione e cosa è convenzione teatrale – e AY! ¡YA! (2018) un lavoro sul corpo e sullo sguardo attraverso il trompe l’oeil che approda al FIT 2023.
La ricerca dell’artista spagnola si divide di fatto in due linee di lavoro, affiancando alla ricerca sul linguaggio in scena anche un’indagine sulla pedagogia, le strutture e gli spazi di partecipazione.
Macarena Recuerda Shepherd ha realizzato diversi progetti in collaborazione con le artiste e gli artisti Sofía Asencio, Idurre Azkue, David Franch, Txalo Toloza e Vicente Arlandis.
< foto Jesús M. Atienza
@ FIT
AY! ¡YA!
Edizione 2023
29.09 – 08.10