Lola Arias (Argentina, 1976) è un’artista poliedrica il cui lavoro riunisce persone di diversa provenienza (veterani di guerra, ex comunisti, bambini migranti, ecc.) in progetti di teatro, cinema, letteratura, musica e arte visiva.
Le produzioni della Arias giocano con la sovrapposizione tra realtà e finzione. “Seduti in teatro, vagando in un luogo specifico o guardando un film, siamo inculcati nelle narrazioni degli altri, avvolti nelle loro complessità, gioie e delusioni. Allo stesso tempo, siamo anche invitati e a volte confrontati, in modo straordinario e acuto, a riflettere sulle contingenze e le fragilità delle nostre stesse storie, individuali e collettive, così come sulla nostra mutevole e irrisolta relazione con quel meccanismo precario e pericoloso che è la storia sociale e politica.” (Etchells, in Re-enacting Life, 2019).
Dal 2007 lavora nel campo del teatro documentario, e ha creato più di dodici spettacoli in collaborazione con persone che hanno vissuto diversi eventi o esperienze storiche. Persone che, in un modo o nell’altro, sono sopravvissute.
My Life After (CTBA, Buenos Aires, 2009) è basato sulle biografie di sei performer che rimettono in scena la vita dei loro genitori durante la dittatura in Argentina. Familienbande (Münchner Kammerspiele, Munich, 2009) tratta dei modelli di ruolo in una famiglia contemporanea con tre genitori. That Enemy Within (HAU, Berlin, 2010) è un progetto sull’identità realizzato in collaborazione con due gemelli. The Year I was Born (Teatro a Mil, Santiago, 2012) è basato su biografie di persone nate durante la dittatura di Pinochet. Melancholy and Demonstrations (Wiener Festwochen, Vienna, 2012) è un lavoro sulla depressione di sua madre. The Art of Making Money (Stadttheater Bremen, 2013) parte da un’idea dell’Opera da tre soldi di Brecht che diventa una rappresentazione messa in scena con mendicanti, prostitute e musicisti di strada della città di Brema. And The Art of Arriving (Stadttheater Bremen, 2015) prendendo ad esempio dei ragazzi Bulgari stabilitisi in Germania, sviluppa una sorta di tutorial scenico su come cominciare una nuova vita in paese straniero.
I suoi lavori più recenti sono Minefield (Royal Court Theatre, London, 2016), che fa incontrare veterani britannici e argentini della guerra delle Falklands/Malvinas per condividere la loro esperienza del conflitto e la loro vita da allora, Atlas des Kommunismus (Maxim-Gorki Theatre, Berlin, 2016), che raccoglie le storie di donne tra gli 8 e gli 84 anni con un passato nella DDR, What they want to hear (Münchner Kammerspiele, Munich, 2018), la ricostruzione del caso reale di un archeologo siriano intrappolato nella burocrazia tedesca senza alcuno status legale per quattro anni, e Futureland (Maxim-Gorki Theatre, Berlin, 2019), un documentario di fantascienza con minori non accompagnati, adolescenti fuggiti da guerra, povertà e violenza che hanno viaggiato da soli verso la Germania.
Lola ha iniziato la sua carriera cinematografica con la video installazione Veterans (Battersea Art Centre, London, 2014), punto di partenza del suo progetto artistico multidisciplinare sulla guerra delle Falklands/Malvinas. In questa serie, i veterani ricostruiscono la loro esperienza della guerra in uno spazio che abitano oggi.
Il primo lungometraggio Theatre of War (2018) è stato selezionato per il 68° Forum del Festival di Berlino e ottenuto numerosi riconoscimenti fra cui CICAE Art Cinema Award, l’International Confederation of Art House Cinemas Award e il Prize of the Ecumenical Jury. Arias ha anche vinto il Best Director Award al 20° BAFICI Festival a Buenos Aires e il film ha ricevuto il Movistar+ Prize for Best Documentary Film al Documenta Madrid e il Silver Condor Award for Best Adapted Script.
Fra diversi progetti, nell’ambito della curatela e delle arti visive, ha sviluppato My Documents (Buenos Aires, 2012-2017; Milan, 2018; Lisboa, 2020), un ciclo di conferenze-performance in cui artisti di diversa provenienza presentano una ricerca personale, un’esperienza radicale, una storia che li ha ossessionati in segreto. (Le performance Doing It di Pedro Penim e Floral Arrangement di Filipe Pereira, sono state parte dell’edizione 2021 del FIT).
@ FIT
Teatro de Guerra
Edizione 2019
24.09 – 06.10